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Isole Andamane: un'immersione nei remoti reef del Golfo del Bengala

Le Isole Andamane si levano dal Golfo del Bengala come una lunga catena boscosa, più vicina al Myanmar e al nord di Sumatra che alla terraferma indiana che le amministra. Lungo le loro coste crescono reef frangenti in acque calde e sorprendentemente limpide, riparate per gran parte dell'anno dal moto ondoso più forte. Per chi si immerge o fa snorkeling, il richiamo non sta in una parete famosa né in una singola creatura da copertina. È la sensazione di arrivare davvero fuori mano, dove il reef sembra ancora appartenere ai pesci e non alle persone venute a osservarlo.

Una catena plasmata dalla distanza

La geografia spiega quasi tutto di questi reef. L'arcipelago si distende per centinaia di chilometri nell'Oceano Indiano orientale, ben a est del subcontinente, e questa lontananza ha mantenuto relativamente contenuta la pressione umana. Meno città costiere, meno fiumi che scaricano sedimenti e reflui, una popolazione residente più ridotta: fattori che fanno sì che l'acqua resti perlopiù limpida e i coralli puliti. Le isole sono amministrate come parte dell'India e formano, insieme alle Nicobare più a sud, un unico territorio dell'Unione. Port Blair ne è il centro principale e la porta d'accesso; la maggior parte dei viaggiatori vi transita prima di raggiungere le isole più piccole dove l'attività subacquea si concentra.

Questo isolamento ha due volti. Ha protetto i reef, ma li rende anche più difficili e più lenti da raggiungere, il che spiega in parte perché qui non sia mai attecchito il turismo di massa che altrove nella regione ha trasformato i reef. La distanza si avverte nella logistica: un volo o una lunga traversata in barca, poi un traghetto, e soltanto allora il reef.

Havelock e le isole intorno

Il baricentro del turismo dei reef è Havelock, ufficialmente ribattezzata Swaraj Dweep, un'isola raccolta cinta da spiagge e da giardini di corallo poco profondi. È diventata la base di immersione più conosciuta delle Andamane soprattutto perché unisce reef accessibili alle infrastrutture di cui i subacquei hanno bisogno, dai diving alle sistemazioni e ai locali dove mangiare. La spiaggia di Radhanagar, sul suo versante occidentale, è il tratto di sabbia più celebre dell'isola, ma per chi si immerge l'interesse sta appena al largo o a una breve navigazione.

Neil Island, oggi chiamata Shaheed Dweep, sorge lì accanto e offre un'alternativa più tranquilla e più dolce, con coralli riparati e uno snorkeling agevole. Tra queste isole e oltre si susseguono siti che vanno da pendii corallini quieti, adatti ai principianti, a punti più rocciosi ed esposti dove la corrente porta pesci più grandi. Questa varietà in uno spazio ristretto è una delle forze silenziose della regione: una sola giornata può passare da un giardino luminoso e basso a strutture più profonde popolate da una vita molto diversa.

Di che cosa sono fatti i reef

I reef delle Andamane sono in prevalenza reef frangenti: il corallo cresce direttamente dalla riva verso il largo, senza formare una barriera lontana separata da un'ampia laguna. Questo conferisce a gran parte delle immersioni e dello snorkeling un carattere intimo. Si è vicini all'isola, spesso in acqua chiara e bassa, a osservare i coralli duri costruire la familiare architettura dell'Indo-Pacifico tropicale: colonie ramificate e a tavola, coralli massicci a masso e i pesci che tra essi cercano riparo.

Poiché le isole rientrano nel vasto dominio indo-pacifico, le specie che si incontrano appariranno familiari a chiunque si sia immerso nel Sud-Est asiatico, eppure recano l'impronta particolare di un luogo che l'acqua ha tenuto in disparte. L'isolamento su tempi lunghi è proprio la condizione che consente lo sviluppo di comunità locali originali, ed è una delle ragioni per cui i biologi marini considerano le acque delle Andamane e delle Nicobare importanti sul piano biologico e non soltanto suggestive.

La vita sul reef

Il fascino sott'acqua sta nell'ampiezza più che in un singolo spettacolo. I pesci di reef dominano l'impressione quotidiana: pesci pappagallo che brucano il corallo, lutiani e fucilieri che si muovono in banchi sciolti, pesci farfalla e pesci angelo che frugano le fessure, pesci balestra che pattugliano il proprio lembo di fondale. Sulla sabbia e tra i coralli la vita degli invertebrati è fitta, dalle anemoni con i loro pesci pagliaccio alle piccole creature nascoste che ripagano il subacqueo lento e attento.

Gli animali più grandi si presentano come ricompensa della pazienza e delle giuste condizioni. Le tartarughe marine sono un avvistamento realistico e le razze scivolano sopra i canali sabbiosi. Nei siti più esposti, spazzati dalla corrente, cresce la probabilità di incontrare pesci più grandi e veloci. Nulla di tutto ciò è garantito in una singola immersione, ed è esattamente il senso di un reef remoto: funziona secondo le proprie regole, e gli incontri si guadagnano invece di essere messi in scena. Contano anche le mangrovie e gli habitat bassi che orlano molte isole, poiché fanno da nursery e restituiscono vita al reef.

Stagioni, acqua e modo di immergersi

Il ritmo di un anno alle Andamane è dettato dal monsone. Per un lungo tratto il mare si fa mosso e piovoso, e gran parte del turismo dei reef si ferma. Nei mesi più calmi e asciutti l'acqua si schiarisce, le barche navigano con regolarità e la visibilità sul reef è al meglio. I subacquei programmano attorno a questa finestra, che concentra l'attività nella parte dell'anno in cui le condizioni collaborano.

Le temperature dell'acqua restano calde per tutto il tempo, nell'intervallo di cui i coralli tropicali hanno bisogno, così che il comfort termico è di rado il fattore limitante. Le condizioni dipendono invece dal vento, dal moto ondoso e dalla corrente del giorno. Gli operatori esperti li interpretano con cura e abbinano i siti al meteo e al livello dei subacquei; per questo una stessa isola può offrire un primo, dolce battesimo in acque libere e, un'altra mattina, una deriva più impegnativa.

La fragilità dietro l'isolamento

Sarebbe un errore considerare la lontananza una protezione definitiva. I reef delle Andamane si trovano nello stesso oceano che si riscalda di ogni altro reef tropicale, e l'aumento delle temperature marine innesca lo sbiancamento dei coralli, il processo per cui i coralli sotto stress espellono le alghe che li nutrono e li colorano. Gli episodi di sbiancamento diffusi in tutto l'Oceano Indiano non hanno risparmiato queste isole, e il recupero da uno stress simile non è né rapido né sicuro.

La regione ha inoltre vissuto perturbazioni improvvise e drammatiche. Il grande terremoto e lo tsunami dell'Oceano Indiano, alla fine del 2004, colpirono direttamente le Andamane e le Nicobare, rimodellando le coste e sconvolgendo gli habitat marini poco profondi. I reef sono resilienti nel tempo, ma la combinazione di shock acuti e della lenta erosione di un'acqua più calda spiega perché qui la tutela sia seria e non simbolica. Ampie porzioni dell'arcipelago ricadono sotto forme di protezione, l'accesso alle aree sensibili è limitato e gli operatori responsabili si affidano alla disciplina ordinaria che mantiene sano ogni reef: non toccare nulla, curare l'assetto e lasciare il reef come lo si è trovato.

Sulla mappa

Il modo migliore per cogliere un arcipelago disperso è vederlo disteso. La nostra mappa interattiva colloca Havelock, Neil Island e i reef circostanti nella loro posizione reale nel Golfo del Bengala, così da rendere evidente quanto queste acque si trovino lontane a est della terraferma indiana. Ingrandisci per seguire i reef frangenti lungo le coste e usa il contesto attorno per pianificare un viaggio che rispetti tanto la distanza quanto la vulnerabilità di uno dei sistemi corallini più remoti dell'Oceano Indiano.