Wakatobi o Raja Ampat: due modi di immergersi nel Triangolo dei Coralli
Chi cerca il mare più ricco di vita del pianeta prima o poi arriva al Triangolo dei Coralli, quel tratto d'oceano compreso tra Indonesia, Filippine e Isole Salomone che ospita più coralli costruttori di reef e più pesci di barriera di qualunque altra regione della Terra. Wakatobi e Raja Ampat si trovano entrambe nel cuore di questo triangolo, eppure le separano centinaia di miglia nautiche di mare indonesiano e una geologia profondamente diversa. Chi ha immerso in entrambe lo racconta come se fossero due sport distinti: una vive di quiete e di pareti, l'altra di acqua in movimento e di pura abbondanza. Sceglierne una non significa stabilire quale reef sia oggettivamente migliore, ma capire quale esperienza si sta cercando.
Due arcipelaghi, due nomi fatti di iniziali
Entrambi i nomi, in fondo, sono sigle. Wakatobi unisce le sue quattro isole principali, Wangi-Wangi, Kaledupa, Tomia e Binongko, e si trova al largo del braccio sud-orientale dell'isola di Sulawesi. Le acque circostanti formano il Parco nazionale di Wakatobi, una delle aree marine protette più estese dell'Indonesia, costruita attorno a un ampio sistema di reef frangenti e barriere coralline.
Raja Ampat significa Quattro Re e rimanda alle quattro isole maggiori dell'arcipelago: Waigeo, Batanta, Salawati e Misool. La regione occupa la punta nord-occidentale della penisola di Doberai, nella parte indonesiana della Papua, e si raggiunge attraverso la città portuale di Sorong. Chi vi arriva per la prima volta resta colpito soprattutto dalle innumerevoli isole calcaree ricoperte di foresta e dai pinnacoli carsici a forma di fungo che si ergono a picco da un'acqua trasparente.
La questione della biodiversità
Se il titolo che si sente ripetere è che Raja Ampat custodisce la vita marina più ricca al mondo, quella fama è meritata. Le campagne scientifiche condotte nel paesaggio marino di Doberai hanno documentato alcuni dei conteggi più alti mai registrati di specie di coralli e di pesci di barriera, e un singolo sito di immersione a Raja Ampat ha una volta prodotto un numero record di specie ittiche contate in una sola immersione. La densità è reale: i banchi di fucilieri e lutiani possono essere tanto fitti da smorzare la luce.
Wakatobi non è affatto la parente povera del confronto. Anche qui i reef sono straordinariamente diversificati e, cosa decisiva, in condizioni eccellenti, con una copertura di coralli duri che molti collocano tra le più sane viste in tutta l'Indonesia. La differenza sta meno nella lunghezza dell'elenco di specie e più nel modo in cui questa vita è disposta e nella facilità con cui la si osserva.
Il carattere di Raja Ampat: corrente e abbondanza
Raja Ampat è essenzialmente un regno di acqua in movimento. Le correnti di marea si incanalano tra isole e stretti, il più celebre dei quali è lo stretto di Dampier, ed è proprio questo flusso a nutrire l'ecosistema. I coralli molli e le gorgonie si dispiegano nella corrente, i filtratori prosperano e i pesci si radunano dove l'acqua accelera. L'immersione in deriva diventa così la modalità naturale. Molti dei siti simbolo premiano chi sa agganciarsi al reef con un uncino e limitarsi a guardare sfilare lo spettacolo.
Il curriculum in fatto di grandi animali è di tutto rispetto. Le mante di barriera si riuniscono presso le stazioni di pulizia nella stagione giusta, e la regione è nota per stranezze come lo squalo wobbegong frangiato disteso sul reef o lo squalo epaulette che cammina sulle pinne. Più a sud, l'area di Misool è celebre per pareti e pinnacoli rivestiti di coralli molli. Nulla di tutto ciò è garantito in una data immersione, e le condizioni possono essere impegnative: la corrente che rende un sito spettacolare può renderlo al tempo stesso inadatto a un subacqueo poco esperto.
Il carattere di Wakatobi: pareti e quiete
Wakatobi baratta l'adrenalina con la serenità. L'esperienza classica è l'immersione lungo pareti quasi verticali che precipitano nel blu profondo, di solito in corrente lieve o gestibile. Poiché i reef risalgono quasi fino alla superficie, la zona bassa resta luminosa e piena di vita, un dono per le immersioni lunghe e rilassate e per i fotografi che lavorano con la luce naturale.
La regione è inoltre strettamente legata a immersioni da riva di alta qualità e senza complicazioni. Il reef di casa che si estende davanti all'area principale del resort viene regolarmente citato tra i migliori al mondo, per una ragione semplice: un reef di prim'ordine si trova a poche pinneggiate dalla spiaggia e si può immergere quasi a piacimento, di giorno come di notte. La vita macro è un punto forte: cavallucci pigmei, nudibranchi e altre piccole creature nascoste ricompensano chi sa rallentare e osservare con attenzione. Wakatobi si addice a chi antepone l'acqua calma, un tempo di fondo pressoché illimitato sul reef di casa e condizioni affidabili alla teatralità di una corrente impetuosa.
Come arrivare e come muoversi
Nessuna delle due regioni si presta a una fuga improvvisata: entrambe richiedono organizzazione. Raja Ampat si raggiunge di solito volando a Sorong tramite scali come Giacarta o Makassar, per poi proseguire in barca fino a Waisai, su Waigeo, o imbarcandosi su una crociera subacquea. Le crociere sono particolarmente amate a Raja Ampat perché i siti migliori sono distribuiti su un'area vasta e una barca consente di inseguire le buone condizioni invece di raggiungerle ogni giorno. Non mancano homestay e resort a terra, soprattutto attorno allo stretto di Dampier.
Wakatobi si raggiunge più spesso con voli charter organizzati dalla comunità dei resort, che accorciano notevolmente un viaggio altrimenti lungo, via terra e via mare, attraverso Sulawesi. Questa comodità è parte del fascino e rafforza l'identità di Wakatobi come meta autosufficiente, dove ci si stabilisce in un unico luogo e si trova un ritmo, anziché spostare di continuo il campo.
L'acqua, la visibilità e cosa aspettarsi
Entrambe le regioni si trovano vicino all'equatore, quindi l'acqua resta calda e tropicale tutto l'anno e una muta sottile è di solito più che sufficiente. Al di là di questo comfort condiviso, le due si percepiscono diverse non appena si è in immersione. Le correnti di Raja Ampat sono ricche di nutrienti, e questa ricchezza è un'arma a doppio taglio: lo stesso plancton che alimenta la catena alimentare può, in certe giornate e su certi siti, cedere un po' di limpidezza in cambio di vita. È uno scambio equo, perché la ricompensa è quella densità di pesci che ha reso celebre la regione.
Wakatobi regala più spesso la visibilità da cartolina, lunghe prospettive lungo una parete pulita giù nel blu profondo, una delle ragioni per cui i fotografi ne parlano con tanto affetto. Nessuna delle due è il posto in cui inseguire una singola condizione garantita; entrambe premiano la flessibilità e la disponibilità a lasciare che sia il mare a dettare le regole. Metti in conto più giorni anziché uno o due, perché nell'immersione tropicale la giornata migliore spesso non è la prima, e concedersi un margine è ciò che separa un buon viaggio da uno indimenticabile.
Quale scegliere, allora
Se cercate la massima abbondanza, il brivido di derivare lungo muri di pesci, una concreta possibilità di incontrare mante e squali insoliti, e la corrente non vi spaventa, Raja Ampat è difficile da battere, meglio ancora da una crociera nei mesi più tranquilli, all'incirca tra ottobre e aprile. Se invece preferite pareti pacate, splendidi coralli duri, macro senza fine, immersioni da riva senza fretta e condizioni affidabili da un'unica base comoda, Wakatobi sarà la scelta più appagante. Molti subacquei appassionati finiscono per fare entrambe e smettono di voler proclamare un vincitore, perché le due regioni rispondono semplicemente a due domande diverse su che cosa renda memorabile un viaggio d'immersione.
Sulla mappa
Sulla nostra mappa interattiva potete collocare entrambe le regioni nel loro contesto indonesiano e sfogliare i segnaposto dei reef e dei siti d'immersione attorno alla penisola di Doberai di Raja Ampat e al Parco nazionale di Wakatobi. Ingrandite lo stretto di Dampier o le pareti al largo di Tomia, confrontate la disposizione degli arcipelaghi e usate i segnaposto per tracciare un itinerario prima di impegnarvi in una crociera o in un resort. Vederle affiancate su un'unica carta rende le distanze, e quindi la scelta, molto più facili da comprendere.